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Suonare News aprile 2020 Editoriale
 

Emergenza sanitaria, che ricaduta avrà sulla musica?
di Filippo Michelangeli

Dallo scorso marzo in Italia tutte le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse, Conservatori compresi. È fermo anche il mondo dello spettacolo dal vivo, teatri, orchestre. Accanto al dramma sanitario ed economico cambierà anche la fruizione della musica classica?


La buona notizia è che siamo riusciti a mandare in stampa il numero di aprile di Suonare news che state tenendo in mano. Il lungo elenco di decreti ministeriali, sempre più restrittivi, ha graziato la stampa di giornali, quotidiani e periodici, considerati "essenziali". E ha lasciato pure aperte le edicole, la nostra preziosa rete distributiva per arrivare ai lettori, oltre agli abbonati. Ringrazio anche i nostri inserzionisti che, con fiducia e spirito prospettico, hanno deciso di mantenere e pianificare i loro annunci.
Sono felice di dedicare questo mese la storia di copertina alla pianista romana Marcella Crudeli in occasione del suo 80° compleanno (auguri!). Figlia della guerra, scampata miracolosamente alle drammatiche difficoltà di un conflitto mondiale, nel suo racconto ognuno di noi troverà molti spunti per stringere i denti e mettercela tutta.
L’emergenza sanitaria, inutile negarlo, sta mettendo alla prova il mondo ospedaliero e ha una ricaduta pesantissima nell’economia italiana e internazionale. I musicisti, in particolare i liberi professionisti impegnati nelle scuole, nelle orchestre, nei teatri, negli studi di registrazione, nel concertismo, si sono trovati all’improvviso senza committenti e senza risorse. Il bonus governativo di 600 euro per i lavoratori autonomi, annunciato come una tantum, è poca cosa anche rispetto alla cassa integrazione in deroga a cui potranno accedere i dipendenti le cui aziende dichiarano la crisi o la chiusura, che quota da 800 a 1.100 euro. È questo il momento di allearsi, lanciare petizioni, non dare tregua al Governo affinché la nobile e fragile professione del musicista non venga travolta dal virus.
Oltre alle menzionate difficoltà economiche, la lunga quarantena a casa e lo stop a tutte le attività didattiche e dello spettacolo aprono scenari impensabili.
Mentre scrivo pare certo che le scuole non riapriranno e i ragazzi torneranno sui banchi di scuola soltanto a settembre. Se nelle materie teoriche – italiano, matematica, storia, filosofia, eccetera – le lezioni online possono essere un accettabile surrogato, nelle lezioni di musica, in particolare nei corsi avanzati e in quelli di esercitazioni da camera e orchestrali, si possono giustificare soltanto con l’adagio popolare "piuttosto che niente". Stiamo parlando di un intero semestre perso.
Non va meglio nel settore della musica dal vivo, dove il pubblico è nella stragrande maggioranza formato da anziani, i più fragili di fronte all’emergenza sanitaria. A settembre, dopo essersi abituati a restare a casa, ritroveranno la voglia di uscire e andare a un’opera o a un concerto? Avranno timore di affrontare luoghi affollati? Aspetteranno qualche mese in più per precauzione?
Infine, l’estate. Da giugno ad agosto in teoria si dovrebbe svolgere quella meravigliosa stagione di festival che da Bolzano a Catania diventa colonna sonora delle vacanze e del turismo italiano e internazionale. Verrà spostata in avanti? Ridotta o addirittura cancellata? Sono tutti quesiti che al momento non hanno risposta.
Qualsiasi proposta abbiate che possa essere utile al nostro settore, troverà sempre spazio e attenzione su Suonare news.

 

 

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