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Suonare News novembre 2022 Editoriale
 

LE CATTEDRE DI JAZZ ARRIVANO SU SUONARE NEWS
di Filippo Michelangeli

A grande richiesta dei lettori, il "vostro" giornale, il mensile dei musicisti, da gennaio si apre anche a chi studia e insegna musica afroamericana


«No, non esiste sporco impossibile!». Chi ha qualche capello grigio ricorderà certamente questa frase che un uomo sorridente recitava dentro un oblò di una lavatrice per reclamizzare le proprietà sbiancanti di un noto detersivo. Erano gli anni Settanta e lo spot imperversò ininterrottamente sulle reti Rai per 15 anni. Non so quanto sapone abbiano venduto agli italiani, ma quella semplice frase nessuno di noi l‘ha più dimenticata.
Ma chi era l‘uomo in ammollo? Un musicista, il grande jazzista milanese Franco Cerri, mancato un anno fa, il 18 ottobre 2021, alla veneranda età di 95 anni. Cerri è considerato tra i più autorevoli esponenti del jazz italiano, tuttavia negli anni Settanta non disdegnò di prestare la sua faccia intelligente alla pubblicità. In tante interviste confidò che grazie alla réclame si potè pagare il mutuo e vivere una vita economicamente più agiata. Perché il jazz, allora come adesso, sarà pure considerato la nobile musica afroamericana, ma non ha mai arricchito i suoi protagonisti. Non almeno in Italia dove è sempre stato considerato una nicchia musicale, a metà strada tra la blasonata "classica", imbottita di ingenti finanziamenti pubblici, e il mondo del pop che richiama folle oceaniche nei palazzetti e negli stadi e che è presente in colossali festival televisivi.
Nella sua lunga e luminosa carriera Cerri ha collaborato con giganti come Django Reinhardt, Gorni Kramer, Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Stéphane Grappelli, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, Tullio De Piscopo, Pino Presti, Jean-Luc Ponty. Cerri fu molto attivo anche come divulgatore, partecipando ad innumerevoli trasmissioni televisive con i colleghi, il chitarrista romano Mario Gangi, il cantante livornese Nicola Arigliano, ma anche con l‘attore Arnoldo Foà. Con Gangi firmò un metodo per chitarra classica e jazz a dispense in 60 lezioni che in edicola andò a ruba. L‘editore dovette farne ben quattro ristampe.
Tra i tanti riconoscimenti, nel 2005 l‘allora capo di Stato Carlo Azeglio Ciampi lo nominò Commendatore dell‘Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Nel 1980 ha formato un duo con il pianista Enrico Intra, con il quale ha fondato a Milano la Civica Scuola di Jazz. Il jazz all‘epoca era insegnato solo in accademie specializzate, e in corsi sovente clandestini, mentre il Conservatorio, ovvero l‘alta formazione musicale pubblica, lo aveva lasciato fuori dalla porta.
Cerri avrebbe avuto tutti i titoli per avere una cattedra in Conservatorio, ma i tempi non erano ancora maturi.
Il Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma fu il primo in Italia a introdurre l’insegnamento del jazz. Chiamarono il compositore e direttore d‘orchestra Giorgio Gaslini (1929-2014) a insegnare pianoforte jazz. Ma dopo un anno gli altri docenti protestarono e il Conservatorio della capitale decise di rinunciare.
Oggi la situazione è molto cambiata: nei Conservatori sono in organico circa 6.400 docenti, 200 dei quali insegnano jazz, dalla chitarra al canto, passando per pianoforte e sassofono.
Ma è cambiata soprattutto la mentalità dei musicisti classici che hanno finalmente acquisito l‘idea che il jazz, quando è insegnato in modo professionale, fa parte a pieno titolo della grande musica. Ed è per questo che dall‘anno prossimo anche Suonare news aprirà uno spazio su questo meraviglioso genere artistico.
A un anno di distanza dalla scomparsa di Franco Cerri, "l‘uomo in ammollo", sono contento che tanti bravi musicisti jazz italiani oggi possano trovare nei Conservatori di musica di Stato la loro nuova e accogliente casa.

 

 

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