Questo sito utilizza i cookies, navigandolo accetti la relativa policy descritta nella pagina Privacy e cookies
il tuo carrello
il tuo carrello
Home
Page
Il numero
in edicola
Come
abbonarsi
Accade in
Conservatorio
Numeri
arretrati
Archivio
dal 1995
Offerte
commerciali
Pagine
Musica
Pubblicità
su Suonare.it
Seicorde,
solo chitarra
Contatta
la redazione
I sondaggi
di Suonare
Dati e
numeri


Fai di Suonare.it
la tua pagina iniziale!








Suonare News maggio 2021 Editoriale
 

Finalmente torna il pubblico ai concerti
di Filippo Michelangeli

Dopo sei interminabili mesi durante i quali gli appassionati di musica hanno potuto seguire i loro beniamini solo in streaming, a causa dell’emergenza sanitaria, da questo mese teatri e auditorium riaprono le porte. È l’occasione giusta per ammodernare la proposta artistica


Era il 24 ottobre 2020 quando, per via dell'emergenza sanitaria, con un tombale Dpcm il governo Conte II chiudeva al pubblico lo spettacolo dal vivo. Non era mai accaduto dai tempi della Seconda guerra mondiale che teatri, auditorium, cinema restassero chiusi così a lungo.
Ogni mese, in calce a questo editoriale, è apparsa una scritta che ricordava mestamente quel doloroso provvedimento.
Finalmente, dopo sei mesi –?nel frattempo è cambiato il governo e oggi c'è il premier Draghi – grazie soprattutto alla vaccinazione di massa, dalla fine di aprile un nuovo decreto legge ha riammesso il pubblico nelle sale.
Restano al momento pesanti restrizioni, in particolare sulla quantità di pubblico che al chiuso non può superare le 500 unità e all'aperto le 1.000, a prescindere dalla capienza delle sale. Tutti i posti devono essere preassegnati, abolito il posto non numerato. Restano inoltre in vigore distanziamento, obbligo di indossare le mascherine, igienizzazione delle mani e il coprifuoco alle h. 22 che "comprime" la fruizione degli spettacoli durante l'orario di cena.
Il peggio è passato, quindi? Sì, io sono fiducioso. Varianti, quarte ondate, recrudescenze, possiamo mettere in conto di tutto e di più, ma escludo che possa verificarsi una nuova chiusura dell'intero settore al pubblico. La vaccinazione di massa e il passare del tempo, infatti, favoriscono ineluttabilmente il ritorno alla vita normale.
Che cosa accadrà adesso? Quali saranno le difficoltà a cui il settore andrà incontro e come dovrebbe attrezzarsi per affrontare e cavalcare la ripartenza?
Prima di tutto bisogna tornare con il pensiero al “prima del Covid”, ovvero al 2019. Sarebbe ingiusto e sleale affermare che fino ad un anno e mezzo fa il settore dello spettacolo dal vivo andasse alla grande. Ma quando mai. La crisi del cinema, depotenziato da uno sterminato numero di canali televisivi e da piattaforme Internet che offrono in streaming migliaia di film e serie, risale a ben prima del Covid. Ma non era diversa la situazione anche nelle sale da concerto e nei teatri d'opera, dove il pubblico garantiva il pienone solo in presenza di artisti o cast stellari. Tante poltroncine vuote, invece, nella programmazione ordinaria.
Il punto centrale, persino ovvio e per questo inconfessabile, è che l'esplosione della tecnologia, Internet e canali televisivi digitali, hanno reso fruibili con un alto livello qualitativo contenuti musicali un tempo accessibili soltanto dal vivo. E sulla rete è quasi tutto gratuito.
Il pubblico ha una voglia pazza di tornare a teatro e negli auditorium. Ma vuole trovare un evento non routinario, ma unico, vuole sentire di partecipare a qualcosa che, anche riprodotto online, non produrrebbe le stesse emozioni.
Come? Tra le mille opzioni - ma gli artisti hanno creatività infinita - sarà importante interagire con il pubblico, accorciare le distanze tra palcoscenico e spettatori. Se tutto rimarrà uguale a prima, passato il primo entusiasmo della ripartenza, torneremo a lagnarci delle criticità che già conosciamo. È l'occasione giusta per ammodernare la nostra proposta musicale. Se non ora, quando?

 

 

Copyright © Michelangeli Editore - Tutti i diritti riservati. - hosting and web editor www.promonet.it

Michelangeli Editore S.r.l. viale Lombardia, 5 - 20131 MILANO
CF e P.IVA 10700160152