|
Qualsiasi cittadino si avvicini al mestiere di giornalista trova un anziano che lo ha preceduto pronto a insegnargli una legge universale e immutabile: «Riempi il giornale di cattive notizie, storiacce di corruzione, sesso e violenza e i tuoi pezzi andranno a ruba». Figuriamoci se arrivo io a dimostrare che questa regola è sbagliata. È tutto vero. L’opinione pubblica, i lettori, sono attratti dalle vertigini del malaffare, dalla cosiddetta “cronaca nera”. È il nostro modo di esorcizzare il male. Ci sembra che, guardandolo in faccia, riusciamo a sentirci migliori e a scongiurare che possa un giorno riguardare anche noi. Detto questo, c’è un rovescio della medaglia. A forza di enfatizzare le cattive notizie, i veri o presunti illeciti che permeano la società contemporanea, la narrazione che emerge del Paese e, nel nostro caso, del settore della musica classica sembra condannarci a un prequel dell’inferno.
Intendiamoci: lungi da me sostenere che non esistano azioni e situazioni pessime e che non vadano denunciate, possibilmente alle autorità competenti e non solo sui giornali. Ma il settore della musica classica, rispetto a tanti altri ambiti professionali, è certamente molto più corretto e, lasciatemelo dire, “nobile”. Sono impegnato su tre linee produttive: musica, giornalismo, imprese. Le conosco a fondo tutte e tre e non c’è gara. Il mondo della musica, in particolare quello “classico”, coinvolge prevalentemente persone preparate, miti e intrise di passione. Aggiungo che nel settore girano assai meno soldi che in altri ambiti professionali. Su diecimila professionisti della musica, quelli che riescono ad arricchirsi sono pochissimi. E quando girano pochi soldi, i pescecani si tengono alla larga.
Quando ho fondato Suonare news, nel lontano 1995, uno degli obiettivi, oltre a sostenere e dare spazio ai musicisti, era raccontare quante iniziative di qualità meritassero di essere portate all’attenzione del maggior numero possibile di persone.
Nei lunghi anni trascorsi in Conservatorio, quando il piano di studi durava dieci anni, molti insegnanti, non tutti naturalmente, descrivevano a noi giovani studenti un settore popolato da usurpatori e operatori di bassa qualità pronti ad accettare qualsiasi compromesso. Ovviamente la loro posizione li rendeva credibili ai nostri occhi. Peccato che, quando iniziai a mettere il naso “fuori casa”, scoprii tanti musicisti, docenti e operatori competenti, appassionati e onesti. E anche qualche “furbacchione”, naturalmente.
Ogni mese su Suonare news cerchiamo di dare spazio a giovani che vincono concorsi internazionali “a mani nude”, confrontandosi con un livello altissimo; Conservatori guidati da direttori che intercettano bandi europei e trovano risorse da destinare a docenti e allievi; insegnanti che promuovono corsi di perfezionamento con colleghi di altri Conservatori e incoraggiano i loro studenti a seguirli, una cosa ai miei tempi impensabile. Ci sono almeno trecento operatori in Italia che organizzano concorsi di interpretazione per i giovani, coinvolgendo volontari e, a volte, ripianando i disavanzi di tasca propria. Trent’anni fa non era così.
D’accordo: per vendere un giornale, vale anche per quelli online, bisogna spesso far leva sulla morbosa curiosità di leggere crimini, corruzione e malaffare. Ma se abbiamo deciso di occuparci di un’arte meravigliosa come la musica, forse abbiamo un animo predisposto a cogliere soprattutto la bellezza che ci circonda. Grazie per scegliere ogni mese Suonare news in edicola.
|